Piccoli accorgimenti su come riconoscere carenze ed eccessi di nutrienti nella cannabis, per grandi risultati

Quando le piante non possono ottenere i nutrienti di cui hanno bisogno, non funzionano correttamente e ciò influenza negativamente la crescita e la resa finale; questo può verificarsi in qualsiasi mezzo di coltura, mentre si utilizza qualsiasi miscela di nutrienti. 

In questo nuovo numero parleremo dei nutrienti delle piante, micro e macro elementi e di come riconoscere eventuali eccessi o carenze.

I disturbi delle piante sono caratterizzati da determinati sintomi che si rendono visibili indipendentemente dalla loro età.

Una sovrabbondanza di nutrienti può provocare overflow e può anche bloccare l’assorbimento di altri nutrienti. A meno che il danno non sia lieve, le singole foglie non si riprenderanno dalle carenze nutrizionali. Alcuni nutrienti sono mobili e vengono traslocati dalle foglie più datate a quelle di nuova formazione. Altri nutrienti invece non sono mobili, e queste carenze si notano sulle foglie giovani anche se appena spuntate.

Tutte le linee di fertilizzanti elencano tre numeri che identificano il rapporto N-P-K. Di solito appaiono come tre numeri con trattini tra di loro come 25-10-10. Il primo numero rappresenta l’azoto (N), che è responsabile dello sviluppo delle foglie. I fertilizzanti che promuovono una forte crescita vegetativa hanno un primo numero (N) più alto rispetto agli altri due. Il secondo numero rappresenta il fosforo (P), che è importante per steli forti e fioritura. Il terzo numero è il potassio (K), che promuove una sana funzione metabolica. A volte i micronutrienti sono elencati dopo i macro nutrienti: questi sono calcio (Ca), rame (Cu), manganese (Mn) e zinco (Zn).

Tutti i nutrienti devono essere presenti per una corretta funzione metabolica. La maggior parte dei coltivatori utilizza sistemi di nutrienti pre-miscelati e seguendo fedelmente i programmi di alimentazione del produttore, riescono a concludere con successo il ciclo di coltivazione senza intoppi. 

L’IMPORTANZA DEL PH

Il livello di pH è una misura logaritmica dell’equilibrio acido-alcalino nel suolo o nell’acqua. Un livello di pH di 1 è la soluzione più acida, 7 è neutro e 14 è il più alcalino. Quando il livello di pH rientra nell’intervallo 5,8-6,3 leggermente acido, i nutrienti si dissolvono bene e si rendono disponibili per le piante. Quando il livello di pH sale al di sopra o al di sotto di questi valori, alcuni nutrienti precipitano nella soluzione. Le piante possono usufruire di questi nutrimenti solo quando il pH è idoneo, quindi anche se sono presenti diverse sostanze nutritive queste sono disponibili per le piante solo quando disciolte in un corretto bilanciamento di pH. Di conseguenza, se le radici non hanno accesso ai nutrienti, le piante indicheranno carenze. Le piante coltivate al di fuori dell’intervallo di pH corretto crescono molto lentamente.

Diverse specie di piante si sono adattate a vivere con diversi livelli di pH. La cannabis è stata coltivata in soluzioni idroponiche con un livello di pH fino a 5,5, ma rende meglio se coltivata nel terreno o in acqua entro un intervallo di pH di 5,6-6,3, leggermente acido. Questo è il livello di pH di un buon terreno per la coltivazione. Tutti i nutrienti vegetali sono solubili in acqua in questo intervallo, quindi sono prontamente disponibili per le piante. Al di fuori di questo intervallo alcuni nutrienti risultano non disponibili seppur presenti. 

Il livello di pH può essere visto come un sistema altalenante. Quando vengono aggiunti fertilizzanti, il livello di pH può diminuire o aumentare rapidamente, spetta al coltivatore mantenerlo stabile. È importante misurare il pH dopo aver aggiunto i nutrienti. Quando i livelli di pH sono fuori dall’intervallo, i nutrienti decadono dalla soluzione e non sono disponibili per le piante. Il livello di pH è importante sia per il terreno che per il sistema idroponico, e il mancato monitoraggio può portare a risultati disastrosi. Il livello di pH influisce direttamente sulla capacità di una pianta di assorbire i nutrienti, quando supera 6,5 alcuni micronutrienti precipitano fuori dalla soluzione e sono meno disponibili, al di sotto di 5,5 invece diventano troppo disponibili boro (B), rame, manganese e fosforo, questo può causare un accumulo di tossine per la pianta.

L’unico modo accurato per regolare il livello di pH è utilizzare un pH tester o cartine tornasole.

REGOLAZIONE DEL PH 

La maggior parte dei substrati in commercio hanno già un pH bilanciato, nonostante questo si può regolare l’acqua di irrigazione utilizzando una miscela pH Up per aumentare l’alcalinità o una miscela pH Down per aumentare l’acidità. 

L’acqua deve essere regolata per il pH solo dopo che sono stati aggiunti fertilizzanti solubili perché i loro ingredienti influenzano anche il livello di pH dell’acqua.

Le soluzioni per irrigare possono essere regolate utilizzando le miscele disponibili in commercio. Esistono anche rimedi casalinghi, ma possono causare problemi, mentre i prodotti commerciali tendono ad essere più stabili, concentrati e relativamente poco costosi. 

NUTRIENTI NON-MOBILI  

Alcuni nutrienti sono immobili e una volta posizionati sull’organismo, non possono spostarsi da quella posizione, altri nutrienti sono mobili e quando c’è una necessità vengono spostati sulle foglie di nuova formazione. Nutrienti immobili sono ad esempio: boro, calcio, rame, ferro (Fe), manganese, molibdeno (Mb), zolfo (S) e zinco. Questi sono utilizzati dalla pianta in modo da impedirne lo spostamento, oppure sono mobili solo su scala limitata. In questo caso sono chiamati nutrienti immobili o mediamente mobili. Il calcio, ad esempio, è depositato permanentemente nelle pareti cellulari e non può essere spostato. Quando questi nutrienti sono carenti la pianta non può trasportarli dalle foglie più vecchie, quindi i sintomi della carenza di nutrienti immobili si manifestano come foglie deformate dove si verifica una nuova crescita. Con una carenza estrema la crescita può diminuire, ed è molto probabile che ciò accada con carenze di boro e calcio. 

NUTRIENTI MOBILI

I nutrienti che la pianta può spostare sono chiamati nutrienti mobili. Azoto, magnesio, fosforo, potassio e nichel (Ni) sono alcuni esempi. Questi nutrienti possono essere cannibalizzati e spostati per supportare la nuova crescita in altre parti della pianta. Quando c’è una carenza le piante in genere spostano i nutrienti dalle vecchie foglie nella parte superiore della chioma, dove verranno utilizzati in modo più efficace. I sintomi di carenza si manifestano quindi sulle foglie più vecchie da cui vengono rimossi i nutrienti. Le carenze nutrizionali possono, a volteservire a uno scopo, sia per la pianta che per il coltivatore. Il lavaggio delle radici a fine fioritura ad esempio rimuove i nutrienti dalla zona delle radici, togliendo alla pianta ciò di cui ha bisogno per crescere. Senza una fornitura di nutrienti, le piante (compresa la cannabis) possono adattarsi a periodi di scarsità e spostare alcuni nutrienti attraverso lo xilema e il floema del sistema vascolare per supportare una nuova crescita. Il lavaggio priva la pianta di tutti i nutrienti, creando più carenze simultanee. Sia le coltivazioni fertilizzate che quelle non integrate a volte presentano più di una singola carenza.

In questi casi, si nota la comparsa dei sintomi tra le generazioni più vecchie di foglie mentre la nuova crescita rimane sana ciò corrisponde ad una o più carenze tra i nutrienti mobili. I sintomi della carenza di nutrienti immobili si manifestano in una nuova crescita mentre le foglie più vecchie rimangono sane.